Taralli Scaldatelli (ricetta pugliese)
I Taralli sono una sorta di biscotti non dolci, da essere inzuppati o gustati insieme a vino come aperitivo. Il sapore dei taralli varia; a Bari sono lasciati semplici, a Taranto arricchiti con semi di finocchio, a Brindisi e a Lecce vengono pepati.
Ricetta per 3 dozzine di taralli
1 cucchiaio di semi di finocchio
1/2 tazza di olio d'oliva, caldo, piu' un altro po' da spalmare sulla teglia prima della cottura
3/4 di tazza di vino bianco secco, caldo
Mescolare la farina con il lievito ed i semi di finocchio. Bagnare nell'olio d'oliva e nel vino, che devono essere entrambi caldi.
Rotolare la massa su una superficie infarinata ed impastarla bene finche' non e' morbida e compatta.
Lasciare riposare la massa per 10 minuti.
Prendere un po' di massa e modellarla con le mani nella forma di una corda di mezzo centimetro di diametro.
Tagliare la corda di massa in pezzi di lunghezza di circa 5 centimetri, chiudere ciascuno di essi come anelli e premerne le estremita' per farle ben aderire tra loro.
Preriscaldare il forno a 200°. Mettere in una pentola larga riempita con acqua salata e mettere a bollire a fuoco molto alto.
Immergere i taralli nell'acqua bollente. Quando questi tornano in superficie, tirarli fuori con un cucchiaio cavo. Lasciarli quindi asciugare su uno strofinaccio da cucina.
Infornare i taralli in una teglia ben oliata per 15-20 minuti.
Servire caldi o freddi.
Consigli per una dieta sana:
Molti non sanno che per dimagrire non serve fare diete drastiche ,ma la cucina gustosa vi invita a seguire un consiglio: magiare un piatto abbondante di verdura o insalata appena prima di consumare il pranzo o la cena.
Si perchè mangiare un piatto di verdura aiuta la digestione e da un senso di sazietà.Provare per credere!
Il blog dice:
Una cucina sana fa bene al corpo e ci protegge non solo dal problema dell'obesita, ma ci fa stare meglio in salute. Mangiare sano però non vuol dire mangiare piatti con pochi grassi,perchè anche i grassi (sia di natura vegetale che animale) necessitano di essere ingeriti nel nostro corpo.Questo è un blog in cui son racchiuse ricette sane (ma gustose al tempo stesso) ,che presentano ingredienti freschi e genuini.
Buon proseguimento.
Meglio L'olio o il Burro?
Se ponete questa domanda a medici o nutrizionisti probabilmente il 90% di loro vi risponderà, senza esitare, che l'
olio di oliva è migliore perché protegge le
arterie e mantiene il cuore in salute.
Il rimanente 10% non si limiterà ad una risposta superficiale ma vi spiegherà che entrambi devono essere presenti in un alimentazione equilibrata.
In questo articolo cercheremo di rivalutare il burro sotto il profilo nutrizionale, attribuendogli i giusti pregi e difetti. La stessa cosa faremo con l'olio di oliva, cercando di ridimensionare l'entusiasmo per questo alimento.
Nel nostro Paese il 2005 ha fatto registrare una netta diminuzione del consumo di margarina (meno 7,4%), burro (meno 3,7%) e olio di semi (meno 3,5%).In misura minore è diminuito anche il consumo di olio di oliva (meno 0,6%).La margarina, fortunatamente, sta lentamente sparendo dalle tavole degli Italiani, anche se spesso ritorna nascosta sottoforma di dolci o di altri preparati industriali.I numerosi attestati scientifici che attribuiscono all'olio extravergine di oliva un ruolo di primo piano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno sicuramente contribuito ad incentivarne il consumo e, nonostante una flessione del mercato di grassi e oli che continua ormai da un decennio, la sua popolarità è in costante crescita.
La stessa cosa non si può dire per il consumo di burro che, vista la netta presa di posizione contro i grassi saturi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, sta progressivamente calando.Ci sono voluti all'incirca vent'anni per ridimensionare le qualità della pasta, di cui l'Italia, guarda a caso, è tra i principali produttori al mondo. Speriamo non ne occorrano altrettanti per capire che un'eccessiva valorizzazione dell'olio di oliva non può che dare le medesime conseguenze negative.Purtroppo dietro ad ogni grande alimento esiste un grande interesse commerciale. E' naturale che i produttori di olio di oliva si affannino a sfornare nuovi studi che ne testimonino le benefiche proprietà. Non a caso le poche ricerche che ridimensionano il ruolo dell'olio di oliva nella nostra alimentazione arrivano proprio dagli Stati Uniti dove il suo consumo è ancora limitato.
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